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Da Distretto a Ecomuseo da esplorare. Tra le Dolomiti nasce “Terre dell’Occhiale”

Scritto da MIDO | 27/07/2026

Storia, innovazione digitale ed eccellenza manifatturiera dell'occhialeria bellunese si mettono in rete.

 

Il Distretto dell’occhiale più importante al mondo si apre al pubblico e si svela in una veste completamente nuova. Ha preso ufficialmente il via oggi “Terre dell’Occhiale – Ecomuseo dell’Occhialeria Bellunese”, un progetto corale e innovativo che trasforma l'immenso patrimonio industriale, economico e sociale delle valli del Cadore, dell'Alpago e dell'Agordino in un percorso culturale e turistico unico nel suo genere.

 

Da Distretto a ecomuseo vivo
Con oltre 300 aziende e 13.000 addetti, il Bellunese è il cuore pulsante dell'ottica mondiale. Oggi, questo straordinario "giacimento culturale" fatto di storie, di design e di territorio esce dai confini delle fabbriche per diventare un ecomuseo vivo e diffuso, capace di unire il passato della tradizione artigianale alle sfide digitali del futuro. Capofila dell'iniziativa è la Fondazione Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore, affiancata da una prestigiosa rete di partner pubblici e privati tra cui l’Università degli Studi di Padova, Confindustria Belluno Dolomiti, ANFAO - Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici ed EBO - Ente Bilaterale Occhialeria, con il fondamentale sostegno di Fondazione Cariverona.

 

Il progetto tra Hub Digitale e turismo esperienziale
Il cuore del progetto è il Museo dell’Occhiale, che per l'occasione si è trasformato in un vero e proprio Hub Digitale: grazie a una nuova piattaforma di catalogazione e a un Virtual Tour immersivo, i tesori della Storia Universale della Vista e dell’Identità Cadorina saranno accessibili a curiosi ed esperti di tutto il mondo. Ma l'Ecomuseo è soprattutto esperienza reale sul territorio: il progetto punta infatti a lanciare nuove forme di turismo "dolce" e d'impresa nelle Dolomiti, permettendo ai visitatori di scoprire da vicino la nascita di un occhiale d'eccellenza e il valore insostituibile delle "mani esperte" che creano il vero Made in Italy.

 

“Terre dell'Occhiale”, matrimonio tra storia e territorio
La giornata di lancio di “Terre dell’Occhiale – Ecomuseo dell’Occhialeria Bellunese” ha visto innanzitutto la proiezione in anteprima del video promozionale realizzato con il contributo dell'Università di Padova e di Cortina Banca, alla presenza delle autorità, dei partner e delle tredici aziende pioniere; a seguire, taglio del nastro della mostra fotografica “Tra passato e futuro dell’Occhiale”, ospitata negli spazi del Museo dell'Occhiale fino al 25 settembre 2026, che vede gli scatti del celebre fotografo Simone Bramante - esposti all'interno di speciali mini-stand curati dal Museo - raccontare il lavoro e l'anima delle aziende partner.
 
A seguire, una passeggiata nella storia, alle radici del Distretto dell'occhiale: per la precisione a Calalzo di Cadore, località Le Piazze, dove sorge il sito archeologico industriale che vide la nascita nel 1878 della prima storica fabbrica di occhiali del territorio per volontà di Angelo Frescura, Leone Frescura e Giovanni Lozza. Per chiudere, finissage dell'evento in un altro simbolo della storia cadorina, il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore a Pieve di Cadore; evento accompagnato da una suggestiva performance coreografica a cura di ASD Danza e Dintorni.

 

«Un investimento sul futuro del territorio»
«Terre dell'Occhiale non è solo la celebrazione di un primato industriale, ma è un ponte teso verso il futuro delle nostre comunità. – dichiara Daniela Zambelli, direttrice della Fondazione Museo dell'Occhiale – Vogliamo che questo patrimonio diventi un volano di sviluppo sostenibile, destagionalizzando l'offerta turistica dell'area dolomitica e offrendo ai giovani l'opportunità di sviluppare nuove competenze nello storytelling d'impresa, nell'heritage marketing e nelle nuove professioni culturali».

 

Photo courtesy of Fondazione Museo dell’Occhiale