Negli ultimi anni ANFAO ha investito molto nella diffusione di una cultura della sostenibilità attraverso percorsi formativi, momenti di confronto e iniziative dedicate alle imprese. Quali risultati avete osservato e quali sono oggi le principali sfide che le aziende dell'occhialeria si trovano ad affrontare in questo percorso?
Negli ultimi anni abbiamo registrato una crescente attenzione da parte delle aziende verso i temi della sostenibilità. Se inizialmente l'interesse era legato soprattutto agli aspetti regolatori, oggi vediamo una maggiore consapevolezza del fatto che questi temi incidono direttamente sulla competitività, sulla reputazione e sulla capacità di creare valore nel lungo periodo.
Per accompagnare questo cambiamento, ANFAO ha promosso insieme a Deloitte Climate & Sustainability un percorso dedicato alle imprese dell'occhialeria, con l'obiettivo di fornire strumenti concreti per affrontare temi come ESG, bilancio di sostenibilità e nuove evoluzioni normative. Il riscontro ottenuto ha confermato quanto sia importante continuare a investire nello sviluppo delle competenze e nella diffusione di una cultura della responsabilità d'impresa all'interno del settore.
La sfida principale oggi è aiutare soprattutto le piccole e medie imprese a integrare questi temi nella propria strategia aziendale, trasformandoli in una componente strutturale dei processi decisionali e organizzativi. La sostenibilità non può essere considerata un progetto parallelo o un semplice adempimento: deve diventare parte integrante del modo in cui un'impresa pianifica il proprio futuro.
Per questo ANFAO ha deciso di dare continuità alla collaborazione con Deloitte Climate & Sustainability attraverso un nuovo percorso formativo che prenderà il via il 26 giugno e si articolerà in cinque appuntamenti schedulati fino al prossimo novembre. L'iniziativa è stata pensata per offrire alle aziende strumenti concreti, aggiornamenti normativi e una visione strategica sui temi ESG che stanno trasformando il mercato. Il programma affronterà aspetti chiave come la definizione di una strategia di sostenibilità, il reporting ESG volontario, il rapporto tra finanza sostenibile e accesso al credito, la gestione sostenibile della supply chain e le nuove sfide legate a natura e biodiversità.
L'obiettivo è accompagnare le imprese in un percorso progressivo e pratico, favorendo il confronto diretto con i professionisti Deloitte e la condivisione di casi concreti. Perché oggi la sostenibilità non è più soltanto un tema di compliance: è una leva strategica per innovare, competere e crescere.
La sostenibilità è spesso percepita come un insieme di obblighi normativi e adempimenti. Come si può aiutare le aziende a leggerla come opportunità di crescita, innovazione e posizionamento competitivo?
Se in passato la sostenibilità veniva associata principalmente agli adempimenti normativi, oggi è sempre più evidente che rappresenta una leva strategica per la crescita delle imprese. Le organizzazioni che investono in innovazione, efficienza, gestione responsabile delle risorse e trasparenza sono spesso anche quelle più capaci di rafforzare il proprio posizionamento sul mercato.
Nel settore dell'occhialeria la sfida consiste nel coniugare responsabilità d'impresa, qualità, design ed eccellenza manifatturiera, mantenendo quei valori che hanno reso il Made in Italy un punto di riferimento a livello internazionale. Non si tratta soltanto di rispondere a nuove richieste normative, ma di cogliere un'opportunità per innovare processi, prodotti e modelli organizzativi.
L'approccio ESG può diventare un fattore concreto di competitività, contribuendo a rafforzare la relazione con clienti e stakeholder e a rendere le imprese più attrattive anche nei confronti delle nuove generazioni. Per questo continuiamo a investire nella diffusione di una cultura della sostenibilità, convinti che il futuro del settore passerà sempre più dalla capacità di interpretare questi cambiamenti in modo proattivo.
Quando parliamo di sostenibilità, però, non possiamo limitarci alla scelta dei materiali o alla riduzione degli impatti ambientali. Oggi è fondamentale ragionare in un'ottica di economia circolare, valutando il ciclo di vita del prodotto nel suo complesso e individuando soluzioni che consentano alle aziende di ottimizzare l'utilizzo delle risorse e valorizzare gli scarti di produzione.
È proprio in questa direzione che ANFAO sta sviluppando nuove progettualità e collaborazioni. Il prossimo 23 giugno organizzeremo, insieme a Circularity, un webinar dedicato alle sfide della circolarità per il settore dell'occhialeria. Sarà un'occasione per approfondire il quadro normativo europeo, analizzare le principali sfide legate alla circolarità del prodotto occhiale e riflettere sulle opportunità che un approccio di filiera può generare per l'intero comparto, anche attraverso la presentazione di una significativa case-history. Credo che la vera sfida oggi sia proprio questa: trasformare i cambiamenti in atto in occasioni di innovazione, crescita e creazione di valore.
Tra i progetti più significativi promossi da ANFAO in ambito sostenibilità c'è CSE – Certified Sustainable Eyewear. A che punto è oggi questo percorso e quale valore potrebbe rappresentare per il futuro dell'occhialeria italiana ed europea?
CSE – Certified Sustainable Eyewear rappresenta uno dei progetti più ambiziosi che ANFAO sta portando avanti per accompagnare il settore verso modelli di sviluppo sempre più responsabili e trasparenti. Nato dalla collaborazione tra ANFAO, CERTOTTICA e la Commissione Tecnica dell'Associazione, è il primo programma internazionale di certificazione di sostenibilità dedicato all'occhialeria e ha l'obiettivo di offrire alle aziende uno strumento credibile, misurabile e riconoscibile per valorizzare concretamente il percorso intrapreso in materia di ESG.
Uno degli aspetti più innovativi del progetto è il suo approccio all'intero ciclo di vita del prodotto. La certificazione prende infatti in considerazione tutte le fasi che caratterizzano la realizzazione dell'occhiale, dalle materie prime alla produzione, dalla distribuzione fino all'utilizzo e al fine vita del prodotto, attraverso criteri specifici che valutano aspetti ambientali, sociali, economici e tecnologici.
Oggi stiamo lavorando per rafforzarne ulteriormente il valore e le potenzialità, valutando insieme ai nostri consulenti la possibilità di sviluppare CSE come Product Category Rules (PCR), con l'ambizione di promuoverne l'adozione come riferimento a livello europeo. Sarebbe un passaggio particolarmente significativo, perché consentirebbe all'occhialeria italiana di assumere un ruolo pionieristico nella definizione di standard condivisi e di anticipare le evoluzioni normative che interesseranno il nostro settore.
Il nostro obiettivo è fare in modo che CSE non sia soltanto una certificazione, ma un linguaggio comune per tutta la filiera. Se riusciremo a trasformarlo in un riferimento riconosciuto a livello europeo, l'occhialeria italiana potrà giocare un ruolo da protagonista nella definizione degli standard di sostenibilità del settore, valorizzando un patrimonio di competenze, innovazione e qualità che già oggi rappresenta un'eccellenza internazionale.
La nostra convinzione è che il futuro dell'occhialeria passerà dalla capacità di coniugare innovazione, design, manifattura e responsabilità. Per questo sarà fondamentale continuare a coinvolgere non solo le aziende produttrici, ma anche distributori, ottici e consumatori, affinché il valore della sostenibilità possa essere compreso e riconosciuto lungo tutta la filiera.
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