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ECONOMIA

Il 2021 dell’occhialeria italiana e le previsioni per quest’anno.

1 Maggio 2022

Il 2021

Lo scoppio della pandemia, con il conseguente blocco dell’attività produttiva in tutti i sistemi economici, ha avuto un impatto forte e immediato sullo scambio internazionale di beni; il riavvio dell’attività produttiva dal terzo trimestre 2020, a sua volta favorito dall’arrivo dei vaccini, ha fornito nuovo slancio al commercio mondiale, che, alla fine del 2021, ha raggiunto per molti comparti produttivi i valori pre-crisi riagganciando il trend precedente.

In particolare nel corso del 2021 il settore manifatturiero italiano ha recuperato i livelli di attività precedenti lo scoppio della pandemia, diventando uno dei principali motori della crescita industriale nell’Eurozona. In Germania e Francia, nonostante un calo meno drastico dei volumi di produzione nei mesi più critici del 2020, il pieno riassorbimento dello shock è stato molto più lento.

Nonostante questi elementi positivi, legati in primo luogo agli scambi internazionali, nel corso del 2021 sono rimasti comunque notevoli problemi legati alla domanda e strozzature di offerta. Le nuove varianti del virus, Delta prima, Omicron poi, hanno minato a più riprese la fiducia di consumatori e investitori e i colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento hanno determinato a livello globale una corsa dell'inflazione.

L’occhialeria italiana ha seguito la stessa dinamica: grazie alla sua forte propensione internazionale è stata tra i settori che meglio hanno saputo reagire nel 2021, riportando i suoi valori ai livelli pre-crisi; nel mercato interno, invece, le tensioni inflattive e l’incertezza hanno pesato ancora tanto sulla domanda, soprattutto di occhiali da sole.

La produzione dell’occhialeria italiana nel 2021 è stata di 4,17 miliardi di Euro, in crescita del 35% rispetto al 2020 e del 4,5% rispetto al 2019.

Il saldo totale dei produttori è leggermente calato di una dozzina di unità e si è attestato a 848 aziende a livello nazionale, l’1,4% in meno rispetto all’anno precedente. Riferendoci al livello pre-pandemico, invece, il calo risulta leggermente più marcato con circa 30 aziende in meno (il 3,5% inferiore rispetto al 2019).

Sul fronte occupazionale la chiusura dell’anno è stata comunque buona: il settore chiude sostanzialmente con 18.000 addetti. Il saldo negativo è di 100 lavoratori (-0,6% rispetto al 2020 che aveva usufruito dei blocchi occupazionali imposti dal Governo).

Le esportazioni 2021

Le esportazioni, di montature, occhiali da sole e lenti, che assorbono circa il 90% della produzione del settore, sono cresciute del 39,2% sul 2020 e del 3,4% rispetto al 2019, superando di poco i 4 miliardi di euro.

Da qui in poi commentiamo nel dettaglio dei comparti solo le variazioni rispetto al 2019 che risultano più significative rispetto al 2020, segnato completamente dai lockdown e dai blocchi produttivi legati alla pandemia.

L’export degli occhiali da sole nel 2021 ha fatto segnare una variazione tendenziale dell’1,6% attestandosi a oltre 2,6 miliardi di euro.

Le esportazioni di montature hanno segnato, invece, una crescita dell’8,1%, arrivando a 1,3 miliardi di euro.

Le difficoltà di reperimento delle materie prime, i tempi di consegna e i fenomeni di backshoring già avviati, hanno inciso sulle importazioni che si sono fermate a 1,1 miliardi di euro, a -4,5% rispetto ai valori del 2019.

La bilancia commerciale dell’occhialeria italiana incrementa quindi il suo attivo (2,664 miliardi di euro il saldo export-import nel 2021).

Le esportazioni per aree geografiche e paesi

Considerando i due macro-segmenti di prodotto nel loro complesso, occhiali da sole e montature, relativamente alle aree geografiche in dettaglio, possiamo osservare che:

Ø   area di riferimento per le esportazioni dell’occhialeria resta sempre l’Europa (nel 2021 la quota di esportazioni si è rimasta costante assorbendo circa il 50% di tutto l’export del settore) con una crescita tendenziale del 5,6% sul 2019 (+3,2% per gli occhiali da sole, +9,8% per le montature).

Ø   In America la quota delle esportazioni dell’occhialeria italiana nel 2021 si è incrementata arrivando sino ad assorbire più del 36% dell’intero export del comparto. L’aumento dell’export del sole-vista è stato del 13,9% rispetto al 2019. A trainare questa crescita l’ottima performance delle esportazioni di occhiali da sole +15,2% affiancata dal +10,9% delle montature.

Ø   L’Asia ha risentito della ridotta mobilità internazionale che ha caratterizzato buona parte del 2021 e dell’aumento dei costi di trasporto. La quota dell’export italiano rivolto all’area asiatica si è così fermata al 12% (era oltre il 16% nel 2019). La variazione tendenziale dell’export nel 2021 è stata, così, negativa: -22,7% rispetto al 2019 (-5,3% l’export di montature, -28,8% quello di occhiali da sole).

Ø   L’Africa rimane un’area che assorbe una quota di esportazioni del settore inferiore al 2%, ma che potrebbe rappresentare un buon potenziale al momento ancora inespresso. Nel 2021 le esportazioni complessive dell’occhialeria italiana nell’area sono aumentate riportandosi agli stessi livelli del 2019 (+0,1%).

Ø   In Oceania, che resta un’area marginale con una quota inferiore allo 0,5%, le esportazioni italiane di occhiali da sole e montature nel 2021 sono cresciute del 9,4% in valore rispetto al 2019.

Dal punto di vista dell’analisi per singoli paesi di esportazione si può evidenziare:

Ø   negli Stati Uniti (da sempre primo mercato di riferimento per il settore, nel 2021 con una quota del 31%) l’export complessivo di montature e occhiali da sole ha registrato un +20,6% rispetto al 2019. Entrambi i comparti sono cresciuti: le esportazioni in valore delle montature sono aumentate del 15,1%, mentre quelle di occhiali da sole del 22,7% sempre sul 2019.

Ø   In Europa l’andamento delle esportazioni italiane nei vari paesi ha ovviamente performato benissimo rispetto al 2020; considerando, invece, il benchmark del 2019 ha scontato le diverse velocità di recupero dei paesi, risultando penalizzato soprattutto in Spagna. In Francia l’export del comparto sole-vista nel 2021 ha registrato un +3,5% sul 2019 (+8,4% per le montature e -0,1% per gli occhiali da sole). Il risultato ottenuto dalle esportazioni italiane dell’occhialeria nel Regno Unito è andato oltre le aspettative: complessivamente l’export ha segnato un +16,8% a valore rispetto al 2019 (+19,8% per gli occhiali da sole, +9,7% per le montature). In Germania complessivamente la crescita è stata del 5,6% rispetto al 2019, declinata in un +6,3% per l’export degli occhiali da sole e un +4,6% per le montature. Ancora molto lontane dai valori del 2019 le esportazioni dell’occhialeria italiana in Spagna dove la variazione tendenziale è stata del -20,4% rispetto al 2019 con una performance molto sottotono dell’export di occhiali da sole (-27,4%), poco brillante per le montature (-3,7%). Bella sorpresa l’andamento delle esportazioni dell’occhialeria italiana nei paesi dell’Europa del nord e dell’est: Svezia (+60,1% rispetto al 2019), Polonia (+32,1%), Croazia (+12,3%), Austria (+13,1%), Norvegia (+30,6%), Danimarca (+7%) e Finlandia (+35,6%).

Ø  Concludiamo con l’andamento delle esportazioni dell’occhialeria nei BRIC’s che insieme nel 2019 assorbivano circa l’8% delle esportazioni del settore, quota scesa a poco più del 6% nel 2021:

-      Brasile -38,4% (-41,2% il sole e -34,4% le montature) rispetto al 2019

-      Russia -3,7% (+1,2% il sole e -11,5% le montature)

-      India -41,9% (-58,8% il sole e -6,3% le montature)

-      Cina -16,6% (-22,8% il sole e +0,9% le montature).

 

Le quote di mercato delle esportazioni italiane

Considerando le esportazioni mondiali di occhiali da sole e montature, che nel 2021 hanno raggiunto poco meno di 18 miliardi di euro (-1,3% rispetto al 2019), la quota di mercato in valore riferibile all’Italia è di circa il 22%, dietro alla Cina. Se considerassimo la sola quota relativa al prodotto di fascia alta le esportazioni italiane sarebbero sempre al primo posto con una quota a valore di poco superiore al 70%.

Le esportazioni in volume

L’occhialeria italiana ha esportato nel 2021 circa 105 milioni di paia di occhiali, quantità in leggero aumento rispetto al 2019 (+1,9%).

Del totale di paia di occhiali esportati, 64 milioni sono di occhiali da sole (il 61%) e 41 milioni di montature da vista (il 39%). Nel dettaglio le esportazioni di occhiali da sole in volume sono diminuite del 3% rispetto al 2019, mentre quelle di montature sono cresciute del 7% rispetto al 2019.

Il mercato interno

Considerando il mercato internazionale e il mercato interno si può affermare che l’occhialeria italiana è tornata ai livelli pre-pandemici solo per il primo. Se le esportazioni, infatti, hanno superato i valori del 2019, nel mercato domestico, nonostante il grande recupero sul 2020, i valori precedenti restano ancora più alti. Inoltre, non va dimenticato che il mercato interno già negli anni precedenti la pandemia non era stato particolarmente brillante.

I consumi, monitorati da GfK nel canale specializzato di ottica, hanno registrato delle ottime performance rispetto al 2020 (+17%) e una leggera flessione rispetto al 2019 (-0,5%) fermandosi a circa 3 miliardi di euro.

Guardando a fondo il dato si vede però come la problematicità sia legata agli occhiali da sole i cui consumi nel 2021 nel canale ottico hanno fatto segnare un -23% in valore rispetto al 2019. Ottimo recupero anche sul 2019, invece, per le componenti dell’occhiale da vista: montature (+6,3%) e lenti oftalmiche (+9,1%). Da segnalare che le lenti oftalmiche rappresentano ormai in termini di fatturato oltre il 56% per i punti vendita.

La pandemia ha cambiato l’atteggiamento dei consumatori in tante direzioni, anche nel mondo dell’occhialeria. I fenomeni a cui abbiamo assistito nel 2021, nel mercato interno soprattutto, sono sicuramente legati a un aumento dell’utilizzo degli schermi digitali (di ogni dimensione) e a una maggior attenzione ai consumi legati alla persona e alla salute.

In tal senso si spiega un maggior ricorso all’occhiale da vista spesso sempre più premium, il consumatore non è più disposto al primo prezzo bensì quando si tratta del suo benessere fa sempre più scelte che vanno in direzione della qualità e della soddisfazione dei suoi bisogni.

L’occhiale da sole è stato penalizzato in questi due anni di pandemia perché si è ridotta la vita all’aria aperta, si sono ridotti i viaggi, che spesso erano fonte si acquisto di occhiali da sole, si è ridotta la pratica dello sport. È un mercato diverso dove conta molto l’impulso e dove la polarizzazione lusso-prezzo è più marcata. È un mercato poi, dove ci sono molti più canali distributivi in gioco, un mercato più difficile, dove anche l’e-commerce e l’acquisto online stanno diventando importanti

Il 2022

L’aggressione russa all'Ucraina dello scorso 24 febbraio ha cambiato improvvisamente le prospettive globali, già segnate dall’incertezza legata alle nuove varianti del virus Covid-19.

Mentre l’economia mondiale continua, infatti, nella ricerca di un nuovo equilibrio dopo due anni di pandemia, l’attacco sta mettendo in ginocchio il popolo ucraino, portando a una grave recessione in Russia, creando fortissime tensioni sui prezzi di molte materie prime, causando significativi blocchi delle linee commerciali, nonché introducendo grande incertezza che pesa su famiglie e imprese sulle prospettive future.

A livello generale la Russia non è e non è mai stata un mercato “core” per l’occhialeria italiana (in valore pesa meno dell’1% sia per le montature che per gli occhiali da sole in termini di export). Il contraccolpo più grande a livello settoriale, sul dettaglio, si avrà in termini di diminuzione degli acquisti da parte dei russi nel nostro Paese e nei paesi europei.

C’è poi il grande tema della crisi energetica. Il rincaro dei costi dell’energia e delle materie prime che già nel 2021 si era ripercosso sui costi di produzione si sta aggravando in maniera molto importante. A seguito della guerra in Ucraina, sono raddoppiate le spese per gas ed energia elettrica, che, unitamente ai rincari di trasporti, logistica e imballaggi, solo per citare le voci più rilevanti, andranno ad incidere pesantemente sui bilanci delle imprese.

Purtroppo la guerra in Ucraina potrebbe aprire una nuova fase critica per l’economia italiana: l’inflazione (+5% nel 2022) potrebbe minare la spesa di famiglie e imprese, le catene globali di fornitura potrebbero subire nuovi arresti, le banche centrali potrebbero cambiare approccio verso politiche più restrittive, i mercati finanziari sarebbero ostaggi dell’incertezza. Il tutto si tradurrebbe in un decremento del PIL.

 

Previsioni 2022 per l’occhialeria

Le previsioni effettuate sulle esportazioni da ANFAO sulla base dei dati ad oggi a disposizione proiettano risultati mensili positivi, ma a cifre più contenute a partire da aprile.

Il primo semestre del 2022 potrebbe chiudere intorno al 9-10% in più di esportazioni rispetto al 2021 (in termini di valore circa 222 milioni in più).

Considerando che la seconda parte del 2021 per le esportazioni è stata molto buona e che attualmente le condizioni internazionali risultano molto incerte, sembra difficile pensare di superare di molto i valori dello scorso anno. Il secondo semestre del 2022 potrebbe arrivare a registrare per le esportazioni un +0,5% in valore rispetto al 2022.

Complessivamente la previsione sulle esportazioni dell’occhialeria italiana nel 2022 potrebbe attestarsi intorno a una crescita di circa il 4-5%.

Per quanto riguarda il mercato interno, considerate le difficolta generali precedenti e quelle attuali, la previsione per fine anno si attesta a una sostanziale stabilità rispetto al 2021 (+0,5%).

Allo stesso modo la produzione potrebbe vedere una crescita di 4-5 punti percentuali.

“Abbiamo vissuto un 2021 particolarmente importante in termini di recupero dei valori pre-pandemici. Purtroppo dobbiamo fare ancora i conti con tanta incertezza, acuita dal conflitto in Ucraina, e con le conseguenti tensioni internazionali – afferma il Presidente di ANFAO, Giovanni Vitaloni. Le previsioni che abbiamo fatto scontano comunque una vena di ottimismo che nel settore si respira e che speriamo sia di buon auspicio anche per un MIDO 2022 che rappresenti il vero e definitivo rilancio del settore.”

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