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Segnali di ripresa da Mido 2004

8 Maggio 2004

Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione della 34esima edizione di Mido, alla quale hanno partecipato anche Adolfo Urso, vice ministro alle Attività Produttive con delega al commercio estero, il presidente di Fiera Milano Michele Perini e, con un intervento a sorpresa, il ministro della Salute Girolamo Sirchia.

Cirillo Coffen Marcolin, presidente di Anfao e Mido, nel presentare l'edizione del 2004, che vede un aumento dell'area espositiva e degli espositori (130.000 mq, dove trovano spazio 1.203 aziende, di cui 382 italiane e 821 straniere), ha anche comunicato i dati di affluenza della prima giornata.

'Da Mido parte una prima risposta positiva al mercato: la partecipazione è in crescita sia quella degli espositori sia quella dei visitatori; ieri, che è stato il primo giorno di apertura, abbiamo registrato 11.334 visitatori rispetto ai 7.467 del 2003 con una crescita del 51.8% e, rispetto ai 9.769 del 2002, una crescita del 16%. Confermata anche la risposta da parte dei principali buyer internazionali presenti in fiera'.

'Questi due fattori sembrano dare buone prospettive per il business che si genererà a Mido, un business che si esprime con ordini precisi sulle collezioni presentate (circa 350.000 nuovi modelli, con 2.000 marchi rappresentati, fra griffe e house-brand). Di fatto molte aziende, soprattutto quelle di dimensioni più contenute, raccolgono buona parte del loro fatturato proprio durante Mido'.

'Anche una delle principali agenzie internazionali, l'At. Kearney, nell'indicare i settori che hanno ancora buoni margini di crescita (elettrodomestici, alimentare e petrolio), ha sottolineato il ruolo chiave dell'occhialeria internazionale, unico settore citato nell'ambito del fashion system come prodotto d'interesse per il 2004. Interesse che, ci auguriamo, possa stimolare il nostro settore a livello mondiale per una rapida ripresa, dove l'Italia, fra l'altro, detiene il primo posto per l'esportazione di prodotti di segmento medio alto e lusso'.

'Tutti i comparti del made in Italy, nel 2003, hanno sofferto. I più colpiti sono stati i beni di lusso o voluttuari, come i gioielli che hanno registrato perdite di circa il 20% sulle esportazioni, mentre l'abbigliamento, le calzature, la pelletteria hanno perso terreno, assestandosi però su valori più contenuti (in media -7%), gli occhiali, per contro, hanno registrato la flessione minore , ovvero pari a -4%'.

'L'industria italiana ha chiuso il 2003 con una produzione di 1.870 milioni di euro, lo 0,6% in più rispetto all'anno precedente. Le difficoltà affrontate dal settore nel 2003 hanno determinato un calo complessivo delle esportazioni pari al 4%, assestandosi a 1.506 milioni di euro. Un risultato che ha risentito fortemente della crisi dei consumi, accentuata da un rapporto euro/dollaro che è stato fra i più penalizzanti degli ultimi anni e dalla concorrenza dei paesi asiatici, sempre più agguerrita'.

'Il nostro settore è stato colpito duramente, molte aziende non sono riuscite a superare questa fase di crisi e hanno dovuto sospendere l'attività. A soffrire maggiormente è stato l'occhiale da sole, tradizionale traino dell'export made in Italy, che ha perso il 7,2% rispetto al 2002. Buona tenuta, invece, delle esportazioni di montature, che crescono dello 0,9% raggiungendo quota 611 milioni di euro'.

'Guardando ai principali mercati di riferimento, risultati apprezzabili si registrano in Europa dove la crescita complessiva del 3,3%, a 737 milioni di euro, è determinata sia da una maggior richiesta di montature (+2,9%) sia di occhiali da sole (+3,6%). Le migliori performance nel Vecchio Continente sono quelle di Spagna (+18,9%) e Regno Unito (+6,6%). Fortemente penalizzate dal dollaro e dalla moneta cinese ad esso legata, registrano una battuta d'arresto le esportazioni in America -12,3%, uno dei principali mercati di riferimento per l'export italiano, e in Asia -5,5%. In particolare, l'andamento negativo registrato negli Stati Uniti (-19%) è attribuibile alla forte flessione di consumi ma anche alla debolezza del dollaro rispetto ad un euro fortissimo nel 2003'.

'Le previsioni per il 2004 sembrano delineare un miglioramento, almeno la ripresa di alcuni mercati fondamentali come quello americano, e nuove prospettive sui mercati cinese, giapponese, ed est-europeo. Le proiezioni per il primo trimestre 2004 registrano una crescita di qualche punto percentuale, rispecchiando l'andamento di tutti i comparti del made in Italy, le cui esportazioni, secondo gli ultimi dati Istat, stanno aumentando verso tutti i principali mercati esteri, con performance rilevanti in alcuni paesi europei', ha concluso Marcolin.

Anche il vice ministro Urso ha confermato la tendenza positiva delle esportazioni italiane nel primo trimestre del 2004, ricordando le tante iniziative prese dal suo Ministero a favore della promozione del Made in Italy. Urso ha inoltre sottolineato come il settore dell'occhialeria rappresenti un esempio di creatività e innovazione.

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