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Sostenibilità e futuro dell’occhiale: ecodesign, materiali e processi

Scritto da MIDO | 02/02/2026

La sostenibilità è oggi una leva concreta che incide direttamente su innovazione, competitività e valore. Non più un tema accessorio o reputazionale, ma un fattore che orienta le scelte progettuali, industriali e strategiche delle aziende eyewear. La giornata ha acceso i riflettori su questo cambiamento con un focus dedicato al futuro dell’occhiale, mettendo al centro progettazione responsabile, materiali e trasformazione dei processi produttivi.

 

Al The Vision Stage, il talk “Progettare il futuro dell’occhiale: ecodesign tra scelte, materiali e processi sostenibili”, coordinato da Anna Zandanel, ha messo a fuoco un punto centrale: oggi la sostenibilità non è un claim, ma una responsabilità progettuale che incide direttamente sul valore del prodotto e sulla solidità delle imprese nel tempo. Dai dati presentati è emerso come fino all’80% degli impatti ambientali di un prodotto derivi dalle scelte fatte in fase di progettazione, rendendo l’ecodesign una leva strategica capace di generare cambiamenti concreti lungo l’intera filiera.

 

Il confronto ha affrontato la sostenibilità come processo strutturato, che attraversa materiali, flussi produttivi e organizzazione aziendale. Si è parlato di durabilità e riparabilità come fattori chiave anche dal punto di vista del mercato: prodotti più longevi e riparabili aumentano la predisposizione all’acquisto e rafforzano il rapporto di fiducia con il consumatore. In questo senso, l’ecodesign è emerso come strumento per coniugare responsabilità ambientale, competitività e differenziazione.

 

All’interno di questo quadro si sono inseriti gli interventi di Luca Casarotto, docente di Design del Prodotto all’Università Iuav di Venezia, che ha approfondito il ruolo delle scelte progettuali nella riduzione degli impatti e nell’attivazione di modelli di riciclo collaborativo, e di Anna Pellizzari, Head of Advisory di Materially, che ha evidenziato come materiali sostenibili, simbiosi industriale e comunicazione trasparente siano elementi decisivi per trasformare l’innovazione in valore reale. Un approccio che dialoga anche con il contesto normativo europeo, tra nuovi criteri di ecodesign, passaporto digitale di prodotto e attenzione crescente alla gestione del fine vita.

 

Il talk ha confermato così il ruolo di MIDO come piattaforma di confronto avanzato, dove la sostenibilità viene letta non come obbligo, ma come scelta progettuale consapevole, capace di incidere su prodotto, filiera e mercato.

 

Argomento che è stato approfondito anche dall’appuntamento “Dietro la lente: le microplastiche nel settore ottico. Gli impatti ambientali delle microplastiche e approcci pratici per gestirle”, a cura di CERTOTTICA.


Il talk ha portato l’attenzione su un fenomeno spesso invisibile ma sempre più centrale per il settore eyewear: la dispersione di microplastiche lungo l’intera filiera, dalla produzione delle lenti ai processi di lavorazione e smaltimento. Attraverso dati, studi e casi concreti,
Marco Calvi (Group Research& Innovation Manager di Certottica), Michelangelo Lamonaca e Anna Mair (ÖkoinstitutSüdtirol / Alto Adige), hanno tracciato un quadro chiaro degli impatti ambientali e potenziali rischi per la salute legati alle microplastiche, dalla contaminazione degli ecosistemi fino agli effetti su organismi animali e umani.

 

Particolare attenzione è stata dedicata alla fase di molatura delle lenti, individuata come uno dei punti critici di generazione dimicroplastiche, soprattutto nei contesti di produzione decentralizzata.
Il confronto ha inoltre offerto una lettura chiara del quadro normativo europeo, con un focus sul
Regolamento UE 2023/2055 e sulle tempistiche di applicazione delle restrizioni relative alle microparticelle polimeriche, evidenziando la necessità di accompagnare le imprese – in particolare le realtà più piccole – con strumenti, competenze e supporti adeguati.

 

Il messaggio è stato concreto e condiviso: la gestione delle microplastiche non è solo una questione ambientale, ma una sfida industriale e culturale, che richiede ricerca, innovazione tecnologica, investimenti e una maggiore consapevolezza lungo tutta la filiera.

 

Il tema sostenibilità trova inoltre a MIDO un riscontro concreto anche nei CSE Award – Certified Sustainable Eyewear, i riconoscimenti dedicati agli espositori che interpretano la sostenibilità come impegno reale e misurabile, valutato su criteri legati a riduzione di sprechi e consumi, uso di materiali riciclati, supply chain, processi e energie rinnovabili. Accanto al premio, la manifestazione introduce anche il nuovo CSE Corporate Award, pensato per valorizzare le aziende che integrano davvero i principi ESG nelle proprie politiche, trasformando la sostenibilità in una scelta strategica e continuativa.