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Com’è andata la Paris Fashion Week?

Com’è andata la Paris Fashion Week?

Dopo Milano, la moda ha ‘passato lo scettro’ a Parigi. La Ville Lumière ha accolto dal 25 settembre al 3 ottobre scorsi le collezioni per la Primavera/Estate 2024.

Alla Paris Fashion Week non sono mancati i grandi nomi come Dior, Valentino, Saint Laurent, Chanel, Louis Vuitton, i debutti – quali gli italiani Quira e Niccolò Pasqualetti – e i ritorni Mugler, dopo le passate collezioni see-now-buy-now, ha ripreso a sfilare, come pure la Maison Margiela con John Galliano alla direzione creativa e, dopo cinque anni di assenza, anche Carven.

La settimana parigina sarà ricordata anche per gli addii di alcuni couturier preposti da anni alla guida creativa di Maison importanti… Scopriamo cosa è successo.

L’architettura come ispirazione: Chanel

L’ispirazione per Virginie Viard arriva dritta da Hyeres, cittadina a Sud della Francia, di fronte all’isola di Porquerolles, in particolare dal giardino di Villa Noailles, progettata dall’architetto Robert Mallet-Stevens nel 1923. La collezione fa riviere i colori del giardino e l’architettura della villa attraverso le geometrie dei pattern, le fantasie a righe e a scacchi. Anche qui, come sulle passerelle di Milano, assistiamo al ritorno delle ballerine e delle infradito.

Le shape degli occhiali sono decisamente big, sia nel sole che nella vista.

Focus sul ruolo delle donne: Dior e Valentino

Dior

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Maria Grazia Chiuri, Direttrice artistica delle linee donna Dior, ha progettato la collezione prêt-à-porter 2024 partendo da un assioma preciso: "la moda ha la responsabilità di rendere le donne consapevoli del loro valore. Forti nelle loro differenze", ha infatti dichiarato la Chiuri. Le creazioni esibiscono uno stile medioevale, la giacca è maschile e anche l’iconico millefiori Dior diventa un motivo dark. La maglieria è parte importante: accompagna le linee del corpo, fascia senza stringere, è al contempo accogliente e sensuale.

Valentino

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La collezione Valentino L’École di Pierpaolo Piccoli esalta l’indipendenza del corpo dallo sguardo maschile e dalle aspettative della società. La pelle diventa un tessuto; le gonne sono ridotte e tagli audaci aprono finestre sul corpo. Il tutto grazie alla tecnica definita dalla Maison Altorilievo che scolpisce il tessuto in tre dimensioni, creando forme naturalistiche: fogliame barocco, frutta, fiori e animali.

Anche l’eyewear sottolinea la libertà della donna con le sue sfaccettature audaci ton sur ton con gli abiti. La sintonia con la collezione di abiti è, ça va sans dire, evidente.

Rose Power: Balmain

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Olivier Rousteing si è ispirato agli archivi di Pierre Balmain degli anni '30/'40. Se i pois fanno capolino, sono le rose le vere protagoniste, proposte in diverse forme e materiali: stampate, ricamate, in 3D, nella pelle, nel lattice, nella gomma, nella porcellana e persino nella plastica riciclata. Riflettendo lo spirito del "Nuovo Stile Francese" di Balmain, caratterizzato da tagli precisi, l’occhiale propone geometrie pulite e nette con le aste consistenti poste ad angoli obliqui rispetto alla parte anteriore, dove lenti perfettamente arrotondate sono unite da un ponte piramidale.

L’importanza della sostenibilità e dell’etica: Louis Vuitton, Pierre Cardin e Stella McCartney

Louis Vuitton

La ex sede della banca Hsbc. ha accolto la P/E firmata da Nicolas Ghesquière. Il défilé si è svolto in un ambiente di polietilene arancione che, assicura la Maison, è riciclato al 100% e sarà riutilizzato.

Gli abiti pensano a una donna cittadina del mondo e hanno come signature le righe, i bustier in pelle e le calze bianche. La sera si veste invece di tute ma in lurex argentato.

Pierre Cardin

49A0892-Cre?dit Pierre Cardin Evolution©NIEMEYER,OSCAR  Adagp,Paris,2023
La Maison ha sfilato con 50 modelli ispirati all'oceano e allo spazio sotto la cupola modernista dal Partito Comunista di Oscar Niemeyer.

Rodrigo Basilicati-Cardin, appassionato dell'architettura creativa e futuristica di Niemeyer, ha scelto questo luogo, in memoria di suo zio, Pierre Cardin. Da sempre sensibile alle questioni ambientali, ha progettato con il team del suo studio una collezione etica, in continuità con lo stile della Maison.

Ph. Pierre Cardin Evolution © NIEMEYER, OSCAR Adagp, Paris, 2023

Stella McCartney

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La paladina della sostenibilità ha ricreato sotto la Tour Effeil un ‘mercato sostenibile’: 21 bancarelle invitavano gli ospiti a sperimentare i materiali innovativi della collezione. Per Stella è la collezione più responsabile realizzata fino ad oggi con il 95% di materiali sostenibili: taffetas di seta riutilizzati, rasi di viscosa rispettosi delle foreste, crepe di seta organica, un tessuto simil pelle vegano alla pelle animale…

Per la P/E la stilista prende due direzioni: reinterpreta i suoi capi d’archivio e dei suoi genitori con grafiche vintage dei Wings rivisitate su t-shirt in cotone organico.

Gli addi: Alexander McQueen e Chloé

Alexander McQueen

Sarah Burton ha detto addio alla storica collaborazione con la Maison, iniziata nel maggio 2010. La sua ultima "collezione è ispirata all’anatomia femminile, alla regina Elisabetta I, al sangue, alla rosa", ha dichiarato la stilista.

Il saluto per la Burton era d’obbligo, con una standing ovation meritatissima.

Chloé

La collezione Chloé Primavera-Estate 2023 è stata l’ultima della direttrice creativa Gabriela Hearst. Confermata l’attenzione al tema della sostenibilità (già vista nelle 3 sfilate precedenti), la stilista ha trovato l’ispirazione nei fiori nelle strutture e nelle silhouette. Ed ecco che le cuciture curve, le maniche a palloncino e i ritagli circolari ricordano le forme delle calle e delle orchidee.
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