Milano Design Week 2026: l’eyewear tra design, arte e collaborazioni
Dalle limited edition alle collaborazioni con il mondo dell’arredo e dell’arte, l’occhialeria si conferma anche fuori dai circuiti tradizionali.
In occasione della Milano Design Week 2026, l’eyewear internazionale ha trovato nuovi spazi di espressione, intrecciandosi con il mondo del design, dell’arte e dell’architettura attraverso una serie di progetti e collaborazioni.
Tra le iniziative, la presentazione della limited edition firmata dall’illustratore Ale Giorgini per Jacques Durand, ospitata negli spazi milanesi di Punto Ottico Humaneyes. Un progetto che ha messo in dialogo il design essenziale delle montature con l’immaginario visivo dell’artista, trasformando l’occhiale in una vera e propria superficie narrativa.
Accanto alle collaborazioni, la Design Week ha visto emergere un approccio più esperienziale e narrativo. È il caso di Oonconventional, che con il progetto Not What It Seems ha proposto un’installazione capace di mettere in discussione la percezione dell’oggetto, trasformando l’occhiale in un elemento di riflessione tra realtà e apparenza. Un linguaggio che si allontana dalla semplice esposizione prodotto per entrare in una dimensione più immersiva e concettuale.
Il Fuorisalone ha inoltre confermato una tendenza sempre più evidente: l’occhialeria come territorio di sperimentazione interdisciplinare. Ne è un esempio la collaborazione tra Persol e Cassina, che ha unito due icone del design italiano in una rilettura contemporanea degli occhiali, così come il dialogo tra Dolce & Gabbana e Ray-Ban su modelli iconici reinterpretati in chiave fashion.
L’industria dell’occhiale si è fatta notare anche nello spazio pubblico. Eyepetizer, ad esempio, ha animato una piazza nel cuore di Brera con una installazione dal carattere immediato e riconoscibile: una sorta di edicola contemporanea, pensata per esporre le montature in modo diretto e accessibile.
Progetti che dimostrano come il settore possa uscire dal perimetro dell’accessorio per entrare a pieno titolo nel linguaggio del design.
Si è confermato, inoltre, crescente dialogo tra eyewear e lusso. In questo contesto si inserisce il progetto promosso da LVMH Eyewear Excellence, con Barton Perreira e Laurent Badier, che esplora il rapporto tra artigianalità, design e ricerca estetica. Un approccio che valorizza l’occhiale come oggetto progettuale, capace di sintetizzare competenze tecniche e visione creativa.
Tra le presenze al Fuorisalone anche Silhouette, coinvolta all’interno di Design Palazzo Austria, l’esposizione ospitata a Palazzo Confalonieri nel distretto di Brera, che ha riunito oltre 30 aziende e designer internazionali.
La settimana del design di Milano conferma quindi una trasformazione in atto: il sistema si afferma sempre più come piattaforma creativa, capace di dialogare con mondi diversi e di intercettare nuovi linguaggi, dalle collaborazioni con il design industriale alle incursioni nell’arte e nell’illustrazione. In questo contesto, l’universo eyewear consolida il proprio ruolo non solo come accessorio, ma come elemento culturale e progettuale all’interno del panorama contemporaneo.
Photo courtesy of Emanuele Cremaschi/Getty Images