“The Lens of Time”: l’occhialeria italiana come patrimonio culturale
Tra gli appuntamenti più importanti di MIDO 2026, spicca “The Lens of Time”, la mostra ideata e promossa da ANFAO, protagonista al salone con un allestimento scenografico nel Padiglione 6. Un progetto culturale che porta al centro della manifestazione una narrazione ampia e accessibile dell’occhialeria italiana, raccontata non solo come eccellenza produttiva, ma come espressione di identità, creatività e saper fare.
Inaugurata alla presenza di Filippo Magnini, due volte campione mondiale di nuoto, e di Manuela Nicolosi, arbitro internazionale dal 2010, la mostra rafforza il dialogo tra sport, cultura e industria: mondi diversi ma uniti da valori condivisi come impegno, visione, inclusione e ricerca dell’eccellenza.
Dopo il grande successo a Palazzo Flangini a Venezia — con oltre 2.500 visitatori e una significativa copertura mediatica — The Lens of Time, curata da Daniela Zambelli e Alessandra Cusinato, prosegue il suo percorso come importante operazione culturale di valorizzazione del territorio, del prodotto e dell’intero settore eyewear. Ideata per raccontare la storia dell’occhiale italiano con un linguaggio innovativo e contemporaneo, la mostra supera la dimensione puramente industriale per restituire l’occhiale come oggetto culturale e simbolo di evoluzione sociale, estetica e tecnologica.
Il valore di The Lens of Time risiede proprio nella sua capacità di leggere l’occhiale come dispositivo culturale prima ancora che industriale. Il percorso espositivo, realizzato grazie a tre diverse collezioni (Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore, “Arte del vedere” di Lucio Stramare e la collezione della famiglia Vascellari), accompagna il visitatore lungo una traiettoria del tempo in cui l’evoluzione tecnica dialoga costantemente con i cambiamenti sociali, estetici e simbolici. Dalle prime soluzioni funzionali alla progressiva trasformazione dell’occhiale in oggetto di stile, status e identità, la mostra restituisce una visione stratificata dell’occhialeria italiana, mettendo in relazione artigianato, innovazione, moda e sport.
Particolarmente significativa è la sezione dedicata agli sport invernali, dove l’occhiale emerge come strumento di protezione, performance e design avanzato. I pezzi iconici in esposizione raccontano il passaggio da una funzione puramente tecnica a un linguaggio estetico riconoscibile, anticipando dinamiche oggi centrali anche nel mondo eyewear contemporaneo, in cui i confini tra sport, moda e lifestyle sono sempre più fluidi. Tra questi, spiccano:
- gli occhiali da sci Meiss Sport con mascherina intercambiabile, i primi occhiali a lente unica per la protezione della vista negli sport invernali (Zurigo, 1930);
- gli occhiali da sci Christian Dior con montatura intercambiabile in diversi colori (Austria, anni 1980–1990), testimonianza di quando la maschera da sci diventa oggetto di moda;
- l’occhiale protettivo da sci Lady Carrera (anni 1970–1980), esempio di un design originale e riconoscibile, capace di coniugare performance e stile.
Con The Lens of Time, ANFAO riafferma il ruolo dell’occhialeria come ambasciatrice di un Made in Italy evoluto, capace di unire territorio, design, manifattura e responsabilità culturale. Un racconto pensato per il grande pubblico, che rafforza il posizionamento del settore come portabandiera di valori riconosciuti a livello internazionale.
Il viaggio della mostra proseguirà in autunno a Roma, a Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, mentre fino al 15 febbraio 2026 un corner dell’esposizione è visitabile anche al Museo M9 – Museo del Novecento di Mestre, nell’ambito della mostra Identitalia – The Iconic Italian Brands.
Con The Lens of Time, l’occhialeria italiana si racconta come una storia viva, capace di attraversare il tempo e di parlare al futuro.