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Identità, materia e visione: le nuove tendenze eyewear a MIDO - a cura di Alessandra Albarello

Identità, materia e visione: le nuove tendenze eyewear a MIDO - a cura di Alessandra Albarello

 

Siamo ciò che siamo e siamo anche ciò che vorremmo diventare.

Da questo apparente paradosso nasce il racconto delle tendenze eyewear di MIDO 2026: una riflessione sull’identità che prende forma in un territorio minimo ma potentissimo, quello degli occhiali. Non più solo accessorio estetico o funzionale, ma spazio emotivo e culturale capace di influenzare la percezione di sé e degli altri, condensando passato, presente e futuro.

 

In un contesto globale segnato da contraddizioni e frammentazioni, l’occhiale diventa luogo di libertà, autenticità e semplicità. L’heritage assume un ruolo centrale non come imposizione, ma come base narrativa da cui sviluppare linguaggi contemporanei, capaci di creare empatia e vicinanza. Design, architettura, arte e natura dialogano in una visione che guarda alle origini e, allo stesso tempo, apre nuove geografie fisiche e mentali.

 

Le collezioni si muovono tra paesaggi naturali e urbani, suggestioni culturali e memorie collettive: dalle dune del Sahara ai territori vulcanici dell’Islanda, dal Giappone alla Scandinavia, passando per l’Italia e le capitali creative come Milano e Londra. Tornano riferimenti all’arte, al Futurismo, alle atmosfere degli anni ’60, ’70 e ’90 e agli inizi del Novecento, con aviatori ed esploratori come icone senza tempo.

 

I temi a MIDO 2026

 

Water Lights

Un desiderio di purezza ed essenzialità prende forma attraverso trasparenze, perimetri inconsistenti e giochi di luce. La materia si alleggerisce, si stratifica, si apre a effetti prismatici e caleidoscopici che richiamano l’acqua, i fondali marini e i minerali. La luce diventa elemento dinamico, capace di trasformare colore e volume, creando una relazione sensibile tra occhiale, volto e ambiente.

 

Magma
La materia viene esplorata oltre i suoi limiti, in un dialogo profondo con la natura e gli archetipi. Forme organiche, primigenie e talvolta estreme seguono le vibrazioni minime del mondo naturale. Una ricerca che attraversa il confine tra visibile e invisibile e che, grazie a tecnologie sensibili e avanzate, trasforma l’astrazione in esperienza concreta.

 

Carnet de Voyage

Il viaggio diventa metafora identitaria. Le collezioni raccontano un Grand Tour contemporaneo che attraversa culture, tradizioni artigianali e paesaggi urbani. Simboli antichi, calligrafie, archivi reinterpretati e atmosfere delle grandi città si intrecciano con il design – in particolare quello scandinavo – e con l’architettura, suggerendo nuove soluzioni formali e costruttive.

 

 

Caratteristiche

I materiali evolvono verso circolarità e responsabilità ambientale, dando forma a un nuovo lusso artigianale e contemporaneo in cui bioplastiche, resine vegetali, acetati riciclati e bioacetati convivono con materiali naturali e soluzioni altamente innovative.

Cresce la sperimentazione su materiali alternativi derivati, ad esempio, da conchiglie, vinaccioli e acetato di cellulosa recuperato dai mozziconi di sigaretta, mentre torna centrale il metallo – in particolare titanio, acciaio e alluminio riciclati – scelto per leggerezza, resistenza e capacità di interagire con la luce, con l’inserimento puntuale di metalli preziosi come elemento progettuale.

 

Nel segno del timeless, le forme iconiche – pilot, cat-eye, panto, navigator, mascherine e flat-top – vengono reinterpretate attraverso nuove lavorazioni e proporzioni, con geometrie pulite, spesso genderless e inclusive, linee morbide, spigoli smussati e volumi o spessori ridotti; un approccio scultoreo e architettonico orientato alla sottrazione e alla precisione costruttiva, che lascia spazio anche a montature semirimless e rimless, anche oversize.


La palette cromatica segue una nuova sobrietà, privilegiando crystal, nero, marroni profondi e avana, affiancati da tonalità naturali come miele, beige, khaki e verde, oltre a blu, rosso, burgundy, grigi e rosa in versioni desaturate e minerali, con occasionali accenti più audaci come il giallo o il rosa shocking, resi unici da lavorazioni materiche, stratificazioni e finiture speciali.


Gli accessori completano il racconto estetico e sostenibile, diventando parte integrante del progetto: astucci in materiali vegani, biodegradabili o riciclati si affiancano a soluzioni multifunzionali pensate per ridurre gli sprechi, mentre catene, catenelle e clip-on assumono un ruolo estetico e pratico, trasformando l’occhiale in un oggetto sempre più visibile, modulabile e coordinato allo stile personale.

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